venerdì, giugno 10, 2005

Impara l'arte e ostentane una parte.

Che cosa c’era ieri, 9 giugno, presso la Space4free gallery in via Pestalozzi?
Probabilmente c’era qualcosa di assolutamente impedibile, in grado di richiamare un plotone di bei ragazzi e belle ragazze, tutti sufficientemente ricchi per potersi vestire male come si deve, per camminare trascinandosi, sostenuti da ricercatissimi abiti sdruciti, dredd all’ultimo grido, firme su cotone, e quell’aria radical annoiato chic che credevo esistesse solo nei telefilm del cazzo, e invece no.
Ieri, tornando a casa, sono finito dentro un servizio di Nonsolomoda e non potevo nemmeno cambiare canale.
Ieri, tornando a casa, mi sono imbattuto nel rigurgito under 40 della Milano da bere, ho dovuto fare lo slalom tra una prole artisticamente attiva generata da padre, figlio e portafoglio santo, circondato da un milione di Smart parcheggiate in tutti i modi possibili, abbronzati motociclisti, profumo di ricchezza, bei ragazzi e belle ragazze seduti per terra a bere birra di marca, sotto un frinire di cellulari 3, vocali aperte e scarpe in equo canone, dal costo di un affitto in periferia.
Hanno ululato come lupetti sessualmente confusi fino alle tre di notte, lasciando un tappeto di bottiglie vuote a ricoprire l’intero isolato, un bel metatesto critico, un bel libro di storia dell’arte, formato da cocci di Ceres e mozziconi di Marlboro.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Okay, ti hanno fatto girare i coglioni, ma l'evento cos'era? Direi che Mercoledì lo saprò da Camila, ma preferirei saperlo da te. Quale mastodontico impegno mediatico ha potuto mobilitare una tale torma di inutili succhiatori di ossigeno a sbafo? [La mia cattiveria preferita è sempre: "Sai, io lavoro nell'editoria.Perché non smetti di respirare, diventi blu e muori, così cala il fabbisogno mondiale di ossigeno e io posso tagliare qualche albero in più?"]

Un besito dulce, Dié.


michele.

Anonimo ha detto...

Io, al contrario di Michele qua su, sono più milleriano:

vig.1 (striscia) CM frontale a FI. Io che cammino à la Marv, mani nelle tasche del trench, testa bassa e sguardo perso nella mente morta. Ai lati della striscia il plotone di subumani.

DIDA: "respirano la mia stessa aria"

vig.2 (striscia) Rapido e brusco close-up sui miei occhi. Lo scorcio del viso completamente solcato di rughe.

DIDA 1: "una fitta come una lama mi trapassa il cuore"
DIDA 2: "non pensare al dolore. Continua a camminare"

vig.3 (striscia) Breve stacco rispetto alla precedente. PA di me che schianto la testa di quello coi rasta biondi, spiaccicandogliela sul muro. Il resto del suo corpo ciondola in maniera innaturale. Io sono quasi indifferente.

DIDA 1: "uno dei tizi mi deride"
DIDA 2: "e' il suo errore più grave"
DIDA 3: "Appena smetterà di rantolare ci sarà più ossigeno nell'aria"

TIZIO BIONDO (sussurrato): Ghrll...

saludos,
emo

.casti. ha detto...

Sono passate da poco le 21 e non ho ancora finito di cenare quando squilla il cellulare; è il mio amico Gheg, dotato di uno strano super potere, mi chiama sempre mentre sto mangiando.
“Bella Ca’, che ne dici di…”
“ciao balordo, stasera ho zero voglia di uscire”
“guarda che Giallu c’ha messo in lista per la presentazione della rivista Vibe, c’hai presente quella americana di hip hop, è in un loft in via Pestalozzi”
“vabbeh, ma non ho proprio voglia, ho lavorato 12ore e ho addosso uno scazzo che la metà basta”
“guarda che c’è l’open bar, si beve GRATIS”
“a che ora ti passo a prendere?”

Arriviamo poco prima delle 23, fuori c’è già tutto il cagaio della Milano city nel suo massimo splendore, under ma anche over 40, cerchiamo parcheggio (trovato stranamente quasi subito a soli 200metri in Ludovico il Moro, sul naviglio e non dentro lo stesso) e ci avviamo all’ingresso, ben presidiato da 2 buttafuori e una buona fetta del succitato cagaio in attesa di entrare; saltiamo la fila grazie a Ric (poi spiegherò chi è) che ci fa entrare subito.
L’ingresso è “minimal chic” (credo, in realtà non so che cazzo voglia dire ma rende l’idea), pareti bianche con appese le tele di Rae (o Rax-E, o Rebel Rae … i writer e gli mc’s sono spesso vittime di veri e propri ego-trip…), tutte giocate su bianco, rosso e nero e lettere fatte con la mascherina tipo quelle delle casse militari; personalmente non amo molto questa sua svolta artistica, preferisco di gran lunga le sue lettere (che siano muri, treni o tele). Dopo un corridoio spoglio, attraverso un cortiletto si accede al “party” che si svolge… in un capannone che ricorda il Bulk (centro sociale di finti abbestiati in zona Cimitero Monumentale, ma questa è un’altra storia). Non c’è quasi nulla per appoggiare il culo manco per 5minuti, in fondo però lungo una parete decorata c’è una sfilza di frigoriferi di Becks (e non Ceres, insomma Dié presta attenzione quando cammini per la strada schivandone i cocci, ecchecazz’) con due ragazzi dietro il bancone “post industrial chic”. Sparse qua e là copie omaggio del primo numero della rivista presentata “VICE” e non “Vibe” come ha capito quello stordito del mio socio; è l’ennesima inutile rivista sul nulla infarcita di pubblicità molto figa barra trendy che a quanto pare ha ragione di essere in quel di Londra, Tokio e non mi ricordo più dove, e da oggi FINALMENTE anche qua da noi (e ce n’era il bisogno…). Prendiamo una birra (e dove cazzo è l’open bar, bevo solo Guinness e la Becks mi fa cagare…) e sfogliamo la rivista dove tra una pubblicità, una pubblicità e una pubblicità si arriva ad un illuminante articolo su come rimorchiare… Prendiamo un’altra birra, che a ‘sto giro mi fa meno cagare della rivista, e ci facciamo un giro nel capannone affianco dove stanno sistemando un palco per una successiva esibizione (di chi?) e incontriamo il socio di Ric, entrambi soci di Giallu (quello che c’ha messo in lista, che essendo neo papà ha decisamente di meglio da fare altrove) e responsabili di tale capolavoro di rivista in Italia (e di un tot di altre del “settore”, ma non solo, per fortuna). Due chiacchiere parlando del più e del meno, un altro giro salutando solo quei pochi che pur conoscendoti non fanno finta di non conoscerti finché non li saluti tu e parte un’altra birra in contemporanea con il concerto di uno sconosciuto (a me) gruppo “alternative” rock inglese, non male a parte le movenze del cantante tarantolato (piccola nota, faccio parte di una crew chiamata “FUNKiNMiLANO” e ascolto solo funk e hip hop, perciò di rock e derivati non ne capisco, colpevolmente, un cazzo, quindi magari il gruppo era famosissimo e bravissimo…).
Aspetto mezzanotte e mezza che arrivi l’altro nostro socio Tome (finisce a mezzanotte il suo splendido lavoro part-time al call center Vodafone con cui deve pagarsi il mutuo di un mono - ma proprio mono che più mono non si può - locale da 120.000€ in Lorenteggio / Giambellino, mica in Duomo), un saluto, due chiacchiere e un’ultima birra (almeno non si pagano) e poi via, torno a casa e mi faccio una doccia per lavarmi via il fastidio.

Per un assaggio di Vice Mag: http://www.viceland.com/it/v1n1/htdocs/index.php

.casti.

Diego Cajelli ha detto...

Grazie .casti!
Ci hai svelato il mistero!

Diè!