venerdì, maggio 13, 2005

Pioppi!

Meno male, non sono allergico ai Pioppi.
Da un paio di giorni, Milano sembra sotto l'attacco di neve aliena dell'Eternauta, la nebbia invernale è stata sostiuita da una galleggiante nebbia pollinosa, matasse e matasse di globuli ovattosi bianchi, che rompono le palle anche ai non allergici.
Ti si infilano nel naso, nella marmitta del motorino, dentro le case invadono gli angoli, soffocano i bambini nei passeggini, sfogliano i libri nei miei scaffali, si rifugiano nelle pentole, nel computer, nelle orecchie dei postini, prendono il metrò, galleggiano nei viali, trottano lentamente nel traffico, batuffolizzano di bianco ogni centimetro quadrato, fanno la crosta sulle acque dei navigli, tutta la città sembra reduce da una colossale battaglia fatta con i cuscini.
Bisognerebbe parlare ai Pioppi.
Qualcuno dovrebbe spiegare al simpatico albero che il suo sistema riproduttivo non funziona mica troppo bene, con tutto il polline che semina in giro dovremmo essere pieni di pioppi fin sotto alle ascelle, e invece no.
E allora ecco la nuova teoria che rivoluzionerà la botanica mondiale.
Il Pioppo non si riproduce seminando miliardi di pollini al vento, in verità, la sua eiaculazione eolicobatuffolosa serve solo a dar fastidio agli esseri umani.
Lo fa apposta, una volta all'anno, per ricordare ai mammiferi la sua presenza.

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