giovedì, maggio 26, 2005

Ornella Vanoni

Baro perchè non faccio i nomi.
Ggggesù che tristezza...per favore vai viaaaa...nananananaaaaà

Non serve suggerire di leggere tra le righe (o sulle copertine) per essere capiti.
Siamo dominati dalla discalizzazione dei concetti.
Io le didascalie non le metto nemmeno quando scrivo Zagor, figurati se le metto quando mi lancio nelle mie analisi sul mondo del fumetto.

L'atto della distinzione è inconscio.
Bene.
Questo l'ho capito.
Scrivo, non faccio lo psicologo, per cui spiegare meglio la mia posizione è un lavoro fuori dalla mia portata.
Io sogno un mondo dove Persepolis e Diabolik hanno lo stesso peso formale, e ciò non vuol dire che Persepolis sia uno dei nomi che non ho fatto.
La cosa che non sono stato capace di spiegare a tutti, forse per il mio odio verso le didascalie, è che io non sono a favore di queste differenze, io non auspico le differenze, non voglio due pesi e due misure, non sono io a fare le differenze, non sono io a guardare storto chi esce da una libreria stringendo una copia di Gotham Central tra le mani.

7 commenti:

Alberto Lanzillotti ha detto...
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Alberto Lanzillotti ha detto...

Semplicemente ti ripeto che nei fumetti non vedo quella corrente antinarrativa di cui parlavi, tutto il resto mi sta anche bene, che non esiste la cultura di serie a e di serie b, che ci vuole più "manico" a scrivere un prodotto di genere piuttosto che un delirio pseudo artistico etc.
Leggendo un pò di tutto però ti dico anche che ho trovato meno narrazione in prodotti seriali che in molti albi underground, che ci posso fare?

Diego Cajelli ha detto...

Niente!
:-)
Io non ho detto che i prodotti editoriali delle major sono meglio delle produzioni underground, anzi, niente è più puro di un prodotto realizzato senza l'appoggio del marketing.
In quel contesto non hai scuse, alibi, critici, linee e confezioni a sostenerti.
C'è solo la storia realizzata.
Il valore narrativo di una storia tirata in fotocopie e venduta per posta, è milioni di volte più quantificabile di un preziosissimo volume sostenuto unicamente da un ufficio stampa e dall'hard core antinarrativo più puro.

Diè!

sparidinchiostro ha detto...

Ho cercato di leggere con attenzione quello che hai scritto e mi trovo costretto a fare anch'io una distinzione.

Delle due l'una:
1) Non ho capito nulla per gli evidenti (e noti) miei limiti intellettuali
2) Non hai detto nulla

Sono certo che entrambi propendiamo per una delle due ipotesi. Probabilmente non per la stessa.

Ciao
Paolo

Diego Cajelli ha detto...

Paolo, non ho capito...
Ti riferisci a *tutto* o solo alla risposa qui sopra?

Diè!

sparidinchiostro ha detto...

Mi riferisco ai post sull'antinarrativa, che mi sono stati segnalati un paio di sere fa da un amico di fronta a una birra (Fischer alla spina - stuporone trovare cervogia alsaziana in un baretto a Milano). Ieri sera gli ho dato un'occhiata e mi sono detto che ero stanco. Stamattina li rileggo e confermo l'impressione, man mano che li rileggo e che aumentano i post sull'argomento "antinarrativa" capisco sempre meno. E' probabile che tu abbia ragione, ma non so su cosa.

Ciao
P.

Alberto Lanzillotti ha detto...

scusa, non dovevo ragionare per concetti macroscopici come "fumetto underground" e "fumetto mainstream", la prossima volta sarò più preciso