venerdì, maggio 27, 2005

Favolosissima conclusione

Un paio di giorni fa ho detto, più o meno:
Al mondo ci sono ricchi e poveri, i ricchi hanno molto più potere dei poveri e a me questa cosa non mi piace.
Qualcuno tuonò:
Razzista!
Poi, discutemmo amabilmente sul fatto che per definire i poveri serve il 740 e l'ufficio dell'anagrafe.
E qualcuno tuonò:
Esagerato!
Cattivo!
Che cazzo c'entrano i paguri con i ricchi e i poveri?
La brunetta dei ricchi e poveri non era poi male.
Oggi, gironzolando tra i blog fumettosi si possono leggere derivazioni di questa discussione, la cui conclusione è:
Al mondo non ci sono più i ricchi e i poveri, ci sono solo i ricchi, perchè voi poveri del cazzo siete tutti morti.

E dire che qualcuno, la rivoluzione in atto non la "vedeva".

Favoloso.
Considero chiuso l'argomento su queste pagine, passerò ad altro.
Trovo carino avere ragione, ma crogiolarmi nella vittoria mi sembra poco sportivo.

5 commenti:

Marco Rizzo ha detto...

Peccato che chiudi giusto ora che volevo dire la mia.
Cmq, credo tu sappia come la penso.
Sai che sono in linea di massima d'accordo con te. Sai che per me un vero capolavoro è quando riesci a dire in maniera semplice (commerciale-fruibile) per TUTTI, concetti anche importanti (che siano intimi, politici, filosofici). Per questo amo il mainstream, per la sfida della ricerca dell'artistico e del valido in quello che solitamente viene guardato dall'alto verso il basso.
Questa discussione cade a pennello con un "manifesto" che volevo scrivere giusto in questi giorni, partendo da questi presupposti.

Chiudo con un aneddoto.
Mooolto tempo fa frequentavo una fumetteria. Ambiente simpatico, gente con voglia di fare. Non la frequentavo spesso perchè stavo ancora a Trapani e dovevo percorrere 100 km per arrivarci..
fatto sta che una volta mi presentai alla cassa con un po' di roba "leggera". Volumi DC, speciali degli X-Men e altra roba. Il cassiere mi guardò con sufficienza, di certo superiorità...quello sguardo me lo ricordo benissimo!
Un tre settimane dopo, i miei acquisti erano i primi due volumi di Cages, il Che dei Breccia e altra roba simpatica (mi pare ci fosse il primo di Strangers in Paradise), e per caso, nessun mainstream. Alla cassa il tizio e un amico mi fecero i complimenti! "Ah, si vede che te ne intendi!" "Ottime scelte, complimenti".
Mah!

Alberto Lanzillotti ha detto...

Che delusione...ancora una volta hai cambiato prospettiva e io continuo a non non capire a cosa ti riferivi con quel post sulla rivoluzione antinarrativa...ma fa niente vivrò lo stesso.

Per sicurezza ho preso in biblioteca un volume di Chester Brown, forse troverò lì le risposte, accantono la rilettura di Stray Bullets per un pò e mi concedo interamente alla ricerca di storie autobiografiche, leggermente ironiche e disegnata non secondo i canoni, già questo volume non mi sembra essere quello giusto...

Anonimo ha detto...

Caro Marco, ci troviamo perfettamente d'accordo. Tanto per non cambiare.


Questa non è mia, ma di Joseph O'Connor (uno che SA scrivere)...

"Tutti coloro che scrivono sanno soprattutto una cosa: più è facile da leggere, più difficile è stato scriverlo."

Ciao

Tito

signorspartaco ha detto...

L'ulisse di giois è una minchiata. Allegria signore e signori.

Anonimo ha detto...

Chiudere l'argomento sull'antinarrativa caro diego mi sembra una decisione troppo repentina, è un argomento e una riflessione che potrebbe creare dei dibattitti inteligenti, ma senza esempi concreti su cui basarci per la discussione, risulta difficile, sono stato molto duro con te perchè volevo farti scaldare e farti fare i nomi per una curiosità da lettore, personale, e vedere a quali opere indirizzi tale definizione e che reputano i loro lettori ignoranti.
dimmi un caso specifico, solo uno per capire meglio cosa vuoi dire e a cosa meglio ti riferisci.
Potrei alla fine essere anche d'accordo con te.
nome e motivazioni tecniche.
Parlare all'acqua di rose per poter essere amici di tutti (questo mi sembra...) non serva a nulla.
Giuseppe Verdi