mercoledì, maggio 25, 2005

Antinarrazione

Occhei, ci siamo, ecco la mia risposta ai vari quesiti aperti in merito “a sapete cosa”.
Dividerò questo articolo in parti, per maggiore chiarezza.


Introduzione:
Il paradosso retorico di Giuseppe Verdi.
Giuseppe!
Occhio, rileggi il tuo commento, perché così com’è, dicendomi che sbaglio dimostri che ho ragione.
Mi spiego meglio:
Se io dico:
Il mondo è diviso in due classi, i ricchi e i poveri, i ricchi sono molto più potenti di poveri.
Sono io a decidere questa differenza?
No.
Sono a favore di questa differenza?
Nemmeno.
Semplicemente, faccio notare la differenza, evidenzio che qualcuno questa differenza la fa, qualcuno che per esempio dice: “il fumetto non è solo intrattenimento”.
Questa è una frase che lascia intendere una diversificazione tra le letture, e che sottintende una preferenza intellettuale per il non intrattenimento.
Ergo, la mia conclusione, criticare l’antinarratività equivale ad essere definiti ignoranti, è vera.

Prologo:
Il concetto di esempio.
Ho il sospetto che qualcuno di voi si aspetti da me dei nomi, ho come il vago sentore che si attenda un Diegozilla di fronte alla lavagna, divisa in buoni e cattivi, con un po’ di nomi per lato.
Mi spiace deludervi, ma ciò non accadrà.
Non accadrà perché fare dei nomi equivale a tradire la mia teoria.
Mi spiego meglio 2:
Sono stufo delle didascalie che mi dicono quello che devo pensare, come mi devo porre, da che parte devo stare.
Preferisco avere delle posizioni critiche frutto di un ragionamento e non di una soffiata.
Ecco perché non esporrò i nomi, ma una linea che può portarvi a formulare voi stessi quei nomi.
Non voglio regalare pesci, ma canne da pesca.

Main Event:
Metatesti antinarrativi, Atti intellettuali e Azioni narrative.
Dato che ci sono, se con il primo articolo si sono incazzati in dieci, con questo si incazzeranno in cento.
Il più grande film comunista mai prodotto dalla cinematografia è Dawn Of The Dead di George A. Romero, è un film con gli Zombi.
Non è entrato nella storia dei film di propaganda bolscevica, ma in quella del cinema horror, perché nessuno critico ha parlato sulla copertina del DVD del concetto simbolista del supermercato in cui scorrazzano i morti.
Nessuno ha deciso di mettere in primo piano l’atto intellettuale del film, si è scelto, grazie agli dei, di mostrare solo la sua azione narrativa.
L’esatto contrario di quanto è successo con Lotte In Italia di Godard, dove l’atto è costantemente in luce.
I due film sono identici sul piano formale, dicono la stessa medesima cosa, il primo la dice tra le righe, il secondo urlandola tutte le volte che può.
Se, nel salotto sbagliato, dico che Dawn Of The Dead è il mio film preferito, i radical chic sorridono, mordono una carota e non mi invitano più.
L’analisi, presente in un film “di puro intrattenimento” come Salvate la Colomba Bianca, è milioni di volte più socialmente pericolosa e agghiacciante di una pellicola marcatamente “non di intrattenimento” come Farenheit 911.
Negare il genere, equivale a far iniziare una favola direttamente con la morale.
Il viaggio narrativo della fabula è parte integrante della narrazione, il processo di analisi che ti porta a scoprire quello che la favola vuole dirti, è importante quanto il media stesso, il racconto perde di significato se la morale viene esplicitata nelle prime tre righe.
O nel risvolto della copertina, o in quarta di copertina, sotto alla foto in bianco e nero.
Leggere, equivale a crescere, se viene negato il lavoro personale di lettura su più livelli, vendendo l’opera con un metatesto ingombrante, quello che ho in mano non mi aiuta più a formulare dei pensieri miei, ma a crogiolarmi in quelli degli altri.
Ecco chi sono i cattivi sulla mia lavagna.

7 commenti:

Alberto Lanzillotti ha detto...

mi aspettavo dei nomi, ma non per sapere chi sono i buoni e i cattivi secondo te, ma solo per capire a cosa ti riferivi, perchè detta così la tua teoria può significare tutto e niente. Ad un banale (almeno secondo me) "ci sono persone che considerano il puro intrattenimento stupido", io rispondo con un altrettanto banale "ci sono modi e modi per fare le cose"

Diego Cajelli ha detto...

Abe, "ci sono modi e modi per fare le cose" non è affatto un concetto banale, anzi.
E' su questo concetto che bisogna lavorare.

Poi...

Saldatori!
Grazie per la faccina e il link.
La mia risposta è: pazienza.
Si vede che non esistono produzioni su cui pesa unicamente la manifestazione esplicita di un testo e io mi sono sbagliato.

Baci,
Diè!

Anonimo ha detto...

Bene! Bravo! Bis!
Sono meno assoluto di te, ma concordo al 100%

Brendon

Jois Division ha detto...

...si, ma che c'entrano i fumetti?

Portare ad esempio film e ambienti radical-shic è come barare; sennò banalità per banalità basta tirare fuori Muccino.

Amico di amici ha detto...

Sì, però se non me lo dicevi tu che "Dawn Of The Dead" è il più grande film comunista mai prodotto, col cavolo che a me veniva in mente! ;) Quindi adesso quando vedrò il film, il tuo giudizio fungerà da testo "ulteriore", che arricchirà l'intersse per l'opera, ma impedirà una mia immediata lettura della stessa. Non è che il culto del "genere" è solo un'altra forma di intellettualismo? Sia chiaro che a me va benissimo il discorso sull'indistinzione ricco/povero. E' che forse qualsiasi opera può essere letta/vista con o senza metatesti, con o senza sbattimenti. Dipende dall'approccio personale. E a volte anche gli sbattimenti possono essere interessanti, se mettono l'opera in comunicazione con un contesto più ampio (es. dal supermercato al consumismo).

Anonimo ha detto...

Cià Diego
Prima di tutto non volevo assolutamente farti scaldare, ho soltanto detto la mia, poi comunque mi spari degli esempi ci carattere sociale che non rientranno affatto con la narrazione a fumetti e i sui generi.
Cosa dire, non vuoi fare i nomi, allora resta almeno in silenzio dico io, se vuoi creare un discorso dove intervenire per una crescita intellettuale, ben venga e fai gli esempi e i nomi e poi vediamo nel caso di ognuno, nello specifico se si riscontra ciò che dici.
E non penso che giornalisti del grande cinema, si sono sentiti dire "ignoranti" per il fatto che non hanno capito un film, sta a loro che lo vogliono criticare, recensire, che lo devono smembrare e ripercorrere il processo creativo dell'autore, e non vuol dire dare dell'ignorante, vuol dire che se qualcuno vuole fare critica deve essere cosciente del fatto che deve essere prima un ricercatore, e poi un recensore, ma questo in italia non accade quasi mai, non ho mai visto nessuno con lo spirito critico giusto e analitico su qualsiasi cosa dalla più popolare alla più prestigiosa.
Comunque fa te, decidi se vuoi fare un discorso costruttivo con esempi concreti, o altrimenti resta nel silenzio e non lamentarti di nessuna situazione.
Giuseppe verdi

Anonimo ha detto...

scusatemi, ho sbagliato stanza....
Giuseppe verdi