mercoledì, febbraio 09, 2005

Brad Barron

Sono convinto di due cose.

1)
Lo sport nazionale internet/fumettoso, al di fuori degli ambienti legati ai fans del 16x21, è sputare con acredine su tutto ciò che esce dalla casa di via Buonarroti.
- Ecco, bravo, Diè, dici così perché lavori per loro.
Sì.
Ma lo credo sul serio, indipendentemente da chi mi da i soldi per vivere.
C’è troppo astio nell’aria del web.
Non capisco la necessità di trovare un nemico a tutti i costi, sparando con gusto al Bersaglio Grosso.
Se in discussione c’è il linguaggio bonelliano, o la radice semantica del fumetto popolare italiano Bonelli style, la discussione è già chiusa.
Ha ragione lui, e non lo dico io, lo dicono la storia e i numeri.
Punto.

2)
Se Brad Barron uscisse, uguale identico ma cartonato a colori, oppure uguale identico ma a cadenza decimestrale, in albetti, si griderebbe al miracolo editoriale e alla geniezza assoluta, e comunque, i cecchini di oggi imporrebbero la lettura di tutta l’opera prima di giudicarla.

Invece oggi, basta una cover con la grafica provvisoria, una presentazione scritta in modo poco felice, che non descrive nel modo corretto le atmosfere che si respireranno sulla serie, per decretare ciò che è stato decretato.
Non serve nemmeno leggerlo.
Non si giudica più un libro dalla copertina, lo si giudica in base alla casa editrice che lo edita, traendo anche delle conclusioni di marketing, di storia del fumetto, esibendosi in favolose previsioni per il futuro al pari del Mago Otelma.
Mi fa sorridere la precisione di chi non c’è, l’accuratezza di chi ha sentito dire, l’attacco frontale.
I miei amici: Peter Parker, Matt Murdock, Reed Richards, Bruce Banner, Donald Duck, Mickey Mouse, Doris Day, Steve Stevens, Bilbo Baggins, Doctor Doom, sono un po’ stufi della polemica sulla doppia iniziale del nome e del cognome, sospirano e tirano avanti per come possono.

Nel frattempo, aspetterò che il mio naso respiri la puzzetta degli inchiostri Bonelli, poi deciderò se Brad Barron mi piace oppure no.
Ne parleremo ancora...

7 commenti:

Anonimo ha detto...

com'è che si usa dire? quoto...

saludos,
emo

Anonimo ha detto...

Concordo, socio. Io invece non vedo l'ora di leggerlo, e di capirci di più. Mi spiace solo che tra al conferenza di Tito a Lucca e oggi qualcosa sia successo al proposito di dare alla serie "un nome, e non un Nome e un Nognome". A meno che questo non sia un tipico nome alla Artibani, e un giorno noi non si scopra che il nome completo dell'eroe è Brad Barron-Barron. Oltretutto, vorrei suggerire i fratelli Gallagher o Daniele Groff per il film: hanno le qualità pilifere necessarie.
Ne riparleremo. A pranzo domani, per esempio.


m.

Anonimo ha detto...

Io trovo che il nome suoni proprio male, e che la presentazione sul giornale di SB sia quantomeno sciapa. Per il resto, speriamo bene. Avere un'altra serie interessante non farebbe schifo...

alessandro

dario dp ha detto...

Ciao dié
Che da molte parti si stia pre-giudicando Brad Barron mi pare, oltre che evidente, anche stupido. E non capisco francamente come e perché.

Che la presentazione e il nome siano brutti però è vero. Che si sarebbe potuto pensare a una presentazione e a un lancio migliore è vero. Il problema è che non dovrebbe bastare questo per giudicare.

Io, sono molto fiducioso e ansioso, nonostante il nome e la brutta presentazione.

Luca Raimondo ha detto...

Sottoscrivo in pieno le parole di Cajelli.
Anche io ho avuto la stessa sua impressione leggendo qua e là i commenti sui vari forum, sia sulla Sergio Bonelli editore che sulla prossima uscita di Brad Barron. Spesso, quasi sempre, non sono intervenuto e l'ho fatto per vari motivi che non sto qui a elencare, ma ora, approfittando anche di questo blog vorrei anche io dire qualcosina. Più che altro ripetere, visto che ho già scritto altrove gli stessi concetti.
La presentazione della serie è appena partita. Siamo a tre mesi dall'uscita in edicola. Durante le settimane che verranno chi vuole (ma VUOLE PER DAVVERO?!) avrà modo di farsi un'idea migliore di quello che sarà la serie. Resta per me il fatto però che nessuna presentazione e nessuna pubblicità potrà mai essere esauriente a tal punto da poter sostituire la lettura del fumetto. Questo dovrebbe essere ovvio, ma qualcuno riesce a metterlo in discussione.

Brad Barron vive a casa mia da un anno e mezzo, ogni giorno passiamo parecchie ore insieme e il suo nome (che a me non è mai sembrato così brutto, almeno non più di Reed Richards Peter Parker o Bruce Banner, tanto per citare i primi tra i più famosi che mi vengono alla mente) mi è diventato talmente familiare che quando seppi che c'era la possibilità che esso venisse cambiato, ci rimasi male, molto male. Poi così non è stato e io quasi stappavo un Dom Perignon d'annata per festeggiare lo scampato pericolo. Cosa voglio dire? Semplice: che fino a oggi non ho letto nessuna critica a Reed Richards o a Bruce Banner per i loro nomi brutti e dalla doppia iniziale. Perchè? Ve lo siete mai chiesti? Io si. E la risposta che mi sono dato la trovate nelle parole di Cajelli. Esse si davvero esaurienti.

Ciao a tutti.
L.

Anonimo ha detto...

Io non giudico prima e sono d'accordissimo con Diego, da quello che ho letto e visto, Brad Barron mi affascina, e come tutte le serie Bonelli lo comprerò e poi deciderò.Bonelli ha fatto grandi cose non dimentichiamolo, e davvero le critiche sono ingiuste.
Però non sono d'accordo sulla politica della Bonelli di tenere tutto segreto, senza far trapelare nulla.
Lo trovo obsoleto e ridicolo e anche deleterio, perchè non rivelare nulla sulla serie di Ruju e le altre novità?La curiosità secondo me accende gli entusiasmi.
E ritornando alle negatività, mi è parso di leggere che alcuni non comprassero Gregory Hunter per via della scimmietta in copertina....
Scusate ma qui si è davvero superficiali, e non so se siano da criticare quelli che fanno una scelta simile oppure l'editore. Il primo numero per me era davvero brutto, ma in GREGORY HUNTER ci sono stati alcuni capolavori come Trip e i bellissimi disegni di Elena Pianta e mi è dispiaciuto che sia stato chiuso,, con ancora storie inedite di Cascioli e Sergio Giardo fra gli altri.....
LINO T.

Buy Levitra ha detto...

Great article! Thanks.