mercoledì, dicembre 22, 2004

Mio pionto fichinco

Ho deciso, Garth Ennis è l'icona del coraggio.
Può non essere apprezzato per quello che scrive, ma è senz'altro degno di ammirazione e rispetto perché non ha paura di proporre certe cose ai suoi editor, mi piacerebbe da matti sentire come racconta i suoi soggetti, come fa a farseli accettare e soprattutto quanto e in che modo la casa editrice interviene nella fase di approvazione.
A me, e agli altri bros della mia banda di motociclisti, Vikings è piaciuto da matti, insomma, a noi tamarri il Dio Thor nei casini ci ha fatto sognare, perché qui sulle strade la vita è dura, e a noi tarri servono momenti di felice divertimento testosteronico, non sempre il cuoio, la birra, le risse, il ruggito delle Moto Guzzi e le gnocche del concorso Miss Maglietta Bagnata, sono sufficienti a placare i nostri animi ribelli.
Per cui, Vikings serve allo scopo, e una volta che l'hai finito di leggere, lo puoi arrotolare e usarlo per rompere la faccia a qualche fighetto che ha sbagliato locale.
Conosco una banda nemica, dalle parti di Rozzano, in origine comandata da un certo Nando Cirullo, dopo aver letto Vikings, è andato all'anagrafe e si è fatto cambiare il nome in Naand Cirullelsson in onore del vikingo nemico del figlio di Odino.
Questa sera ce le daremo di santa ragione.
Unica nota che stona nel bellissimo volume, una sbrodolata melensa in stile Milly Carlucci sulle sofferenze di NYC, ma, si può sopportare.

Thor, Vikings, La scoperta dell'America
Garth Ennis/ Glenn Fabry
100% Marvel
10 Euri

Nessun commento: