giovedì, dicembre 23, 2004

Intervista con il Diè!

Su Fumo di China, in edicola questo mese, c’è una lunghissima intervista al sottoscritto, curata dall’ottimo Davide Barzi, si parla di un sacco di cose, e mi sembra di essere riuscito a non dire troppe scemate.
Accompagnano l’intervista, pagina dopo pagina, dei Box aggiuntivi, dove altri autori parlano di me, sono: Luca Bertelè, Mauro Boselli, Tito Faraci e Roberto Recchioni.
Fino all’uscita non ho voluto sapere che cosa dicessero in quei Box, ho preferito la sorpresa.
E che sorpresa!
Insomma, spero davvero di meritarmi tutti quei complimenti e tutto quell’affetto!
Grazie.
Nel complesso, non mi aspettavo che l’elemento cabaret fosse così presente, oddio, è comunque una parentesi della mia vita, per cui è giusto che ci sia, ma non credevo che fosse stato così importante (nel bene e nel male) anche per chi mi stava vicino, ma a quanto pare lo è stato.
A questo punto mi sembra corretto dirlo, in quelle pagine io faccio un po’ la figura dell’eroe, di quello che se ne è andato via intriso di fighezza.
In verità, me ne sono andato con le ossa tritate, l’amore per i fumetti, grazie a Dio ricambiato, era l’unica cosa che poteva salvare il mio equilibrio mentale, la mia è stata una scelta dolorosa, violenta e drammatica.
Ancora più violento è stato il mantenere fede a quella scelta, rifiutare tutte le proposte successive, nicchiare al telefono con il Signore dei Comici, salutare garbatamente l’emissario della Signora dei Comici, fare l’ennesima figuraccia (scusami, F.) con un uomo gentile che arrivava nel momento sbagliato.
Non sono così figo come dicono loro in quell’articolo, forse, l’unica cosa buona è stata quella di trovare il coraggio di mollare quando le cose andavano bene, nella fase ascendente della sinusoide, facendo anche un po’ di casino, ma senza sbattere la porta.
I fumetti non sono un ripiego, come senz’altro avranno pensato i maligni, ma sono una parte integrante della mia vita, se ora vivo e lotto insieme a voi, il merito va unicamente alla forza che il media trasmette.
E’ come nelle storie d’amore un po’ complicate, magari puoi anche andare in giro a fare all’ammore con qualcun’altra, ma quando ti rendi conti di amare Sally, poi torni da lei, di corsa, a capodanno.
Tornando (appunto) a Fumo di China…
La copertina di Luca Rossi è spettacolare, dentro, in un articolo su di lui, c’è un terrorizzante disegno di bambinamutantebrividosa che non avevo mai visto, ma perché si parla di Luca Rossi e di Diego Cajelli?
Perché a breve, uscirà un Dampyr che abbiamo fatto assieme, e poi, ormai possiamo dirlo…
Pulp Stories verrà ri editato in volume!
Una versione TP, balenottero, rivedutina e corretta, pettinata e tirata a lucido per la grande occasione del decimo anniversario dalla sua prima uscita!
Olè!
Parleremo diffusamente, in un prossimo articolo, del lavoro che stiamo facendo sulle tavole di Pulp Stories.
Un ultima cosa...
Nell'intervista si parla del mio rapporto con il mio Blog, l'intervista è stata fatta a Luglio, Diegozilla aveva apena aperto, e io non avevo la minima idea che questo blog diventasse ciò che è diventato...
Chiaramente, è tutto merito vostro.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

ti assicuro che, per chi ti ha visto su qualche palco, il tuo cabaret è stato qualcosa di importante e, anzi, posso dire che è una parentesi della tua vita che ci manca. comunque è una tua scelta e non si discute.
ti auguro tutto il meglio.
giorgio

Anonimo ha detto...

Non so se sono la F., il signore o l'emissario della signora o nessuno dei tre.
Di sicuro ti leggo quotidianamente (o quasi) e ottengo sempre quello che voglio, soprattutto se perfettamente convinto delle qualità di una persona.
Che il cabaret sia stata la tua amante e i fumetti siano tua moglie è una metafora soggettiva, magari tra qualche anno scoprirai che non sei borghese o non sei mussulmano...
Di quanto ti stimino gli altri, il mercato, gli operatori o i fans , non me ne frega un cazzo, so che ti stimo io e che il cabaret ( nel senso in cui lo intendiamo noi, non in senso stretto) senza di te forse è vedovo di un comico ma sicuramente è orfano di un autore!!! (Scusaci Ugo Ojetti da lassù, ma qualche volta l'esclamativo non è un'incapacità di scrittura).
Da un punto di vista fatalista (diciamo passivo, freud vai a cagare) e retorico non puoi sfuggire al tuo destino, da un punto di vista razionale (Jung parliamone) sembra che tu stia trovando una scusa per ritardarlo, se ti viene in mente un altro punto di vista dimmelo insieme a tre numeri da giocare sulla ruota di bari...
Scusa se ti scrivo pubblicamente, ma non è nicchiando che puoi risolvere i dubbi.
E comunque i due finali di "sliding doors" non sono poi così tanto diversi...

Franco Merafino

Anonimo ha detto...

Chiarimenti pubblici di pubbliche scuse

Si, "F" eri tu!
Grazie per non essere incazzato con me, sappi che la stima è reciproca.
Ora, facendo un bizzarro mix tra Astra e Riza Psicosomatica, accoppiando Freud e Jung secondo me vengono fuori Plutarco e Sallustio, due bei maschietti da 6Kg, che pronunciano quella massima sulla fortuna e l'artefice della medesima.
Di dubbi ne avrò sempre, guai a non averne, anche questa è un'altra bella frase retorica, ma è Natale, concedimelo!

A presto,
Diè!

zio paperone ha detto...

Secondo me hai una visione ancora molto confusa di quanto ti è accaduto, ma siccome ho deciso che siamo troppo poveri per permetterci lo psichiatra, prima o poi le idee si chiariranno