venerdì, dicembre 03, 2004

Diè at work!

Il recente messaggio di Gedo mi ha fatto tornare in mente i svariati modi con cui sbarcavo il lunario tanto tempo fa...
Prima di dimenticarmi del tutto che cosa ho fatto in passato, credo sia meglio fare l'elenco.
Sono tutte cose rigorosamente non ""artistiche"", che ho fatto prima di riuscire a campare scrivendo, e durante quella fase in cui scrivendo non ci si campa, lavori estivi, lavoretti di straforo e quant’altro.
Chiaramente, non parlo dei miei trascorsi nel crimine organizzato, quelli sono discorsi da fare in privato!
Non sono in ordine cronologico, ma dovrebbero esserci tutti…

Euroclub.
Vendere libri porta a porta non era il mio massimo, mi sentivo molto in colpa, secondo me era ed è un grosso pacco, e non mi andava di tirare pacchi alla gente.
Comunque sia, l’ho fatto per due settimane, ho guadagnato undicimilalire.
Però ho conosciuto un sacco di gente simpatica, tra cui il batterista dei Dik Dik, con cui ho chiacchierato per un pomeriggio.

Garzone dall’Elettrauto.
Ho combinato un sacco di casini, ma riuscivo a portare sulla spalla le batterie dei camion.

Pony Express.
Il miglior lavoro del mondo, l’ho fatto in estate e in inverno.
In estate torni a casa tutto abbronzato, d’inverno no, ma andava bene lo stesso.
Mi piaceva molto schizzare nel traffico cantando a squarciagola.
E’ molto divertente quando entri in un ufficio e il coordinatore alla base, bestemmia come un pazzo dalla radio e lo sentono tutti.

Traslochi.
Ogni tanto il motorino si rompeva, ma la “multinazionale” per cui lavoravo si occupava anche di trasporti e facchinaggio, per cui, mentre la Vespa era dal meccanico, avevo modo di tirare su qualche spicciolo.
Mi ricordo di aver rigato un prezioso tavolo in noce, il capo si incazzò un bel po’.

Sguattero.
In una gelateria, stavo nelle cantine, assieme ad un settantenne a mettere nella lavastoviglie industriale tutti le coppe e i bicchieri sporchi che ci mandavano giù con un’ascensorino.
Entravo nel sottosuolo alle sei di sera ed emergevo alle tre del mattino con le dita tutte cotte.
I dialoghi con il mio collega di lavoro vertevano sui massimi sistemi, mi aveva appena mollato la mia prima ragazza e trovavo piacevole parlarne con quell’uomo.
Telle tonne nocci poi fà affidamento.
Mi diceva, stringendo tra le labbra una nazionale.
Mi sentivo tantissimo in un racconto di John Fante.

Aiutante Gelataio.
Nella stessa gelateria, dopo un mese in cantina, mi hanno promosso, il mio posto lo prese un ragazzo cecoslovacco di nome Jan.
Io finii in “cucina”
Mi ricordo di aver pelato un quintale di melone per fare il gelato, quaranta cassette.
Per accelerare un po’ il lavoro ne avrò mangiato più o meno un Kg.

Cameriere.
Sempre nella stessa gelateria, sono stato promosso a cameriere.
E’ più dura fare il cameriere che lavare i piatti, ma le mance erano buone.

Capo Sala.
Dopo tre mesi ero al vertice della classifica, avevo una sala tutta mia, con due o tre camerieri che facevano capo a me.
Mi ricordo di averla aperta apposta solo per un amico che veniva a mangiare il gelato con la sua ragazza, mi andava di fargli fare una bella figura.
Poi venne a mangiare un tipo che era amico della mia ex, mi disse che si era messa con un altro.
Mi licenziai la sera stessa.

Elettricista.
In teoria, doveva essere il mio lavoro, mio padre aveva una piccola impresa e io dovevo prendere in mano le redini dell’aziendina paterna.
Ma avevo sempre la testa tra le nuvole e combinavo un sacco di danni, il più grave fu quello di fissare due metri di canalina a muro usando una punta da quaranta centimetri.
Passai il muro da parte a parte, infilando i tasselli nel divano dei vicini.
Per fortuna non c’era seduto nessuno.

Demolitore.
Per demeriti conquistati sul campo, mio padre mi tolse i galloni di elettricista e mi diede da fare un lavoro molto più adatto al mio stile.
Un intero piano di uffici con pareti in cartongesso da demolire, cavi da tirare fuori e materiali vari da sgombrare per liberare il più possibile l’intero piano prima della ristrutturazione.
Metallica a manetta, due settimane di divertimento assoluto.

Tombola di Oggi.
A cottimo, si trattava di comporre le tombole in regalo con Oggi.
Dentro la custodia di una videocassetta dovevano starci: la tabella, i numeri e i fagioli messicani per segnare i punti.
Non mi ricordo quanto mi davano per ogni tombola finita, ma mi ricordo che il lavoro mi era stato subappaltato da un mio amico di allora.

Poi, vennero il poker e i fumetti, e poi ancora i fumetti e "altre cose"...

Nessun commento: