lunedì, dicembre 20, 2004

Carrie

(Non la canzone degli Europe, anche se comunque, è una gran bella canzone ed è stato bello ricordarla)

Ieri è finito Sex & City.
Alla fine, Carrie si rimette con Big, ma la mia ragazza è comunque un lutto.
Chiaramente, questa favola con la morale basata sui numeri in rilievo delle carte di credito, finisce nel modo più upper possibile, lui molla tutto e va a Parigi a riprendersela.
Tradendo il titolo, la conclusione è stata più City & Love, piuttosto che City & Sex, ma del resto, l’età che avanza, le suocere rincoglionite, le adozioni e la chemio non sono abbastanza fashion per Manhattan, l’iniezione di realtà, nel mondo di carta velina dei party, delle chiavi, delle copertine, di Manolos, dei ristoranti sado eccetera, non poteva essere troppo invasiva, per cui…
Ecco il principe azzurro redento, che arriva a cavallo di purosangue a sei zeri, per salvare la povera dolce Carrie, dal perfido artista russo, con citazioni del Dottor Zivago, ma senza steppa.
E se Big non avesse avuto una lira?
Se fosse stato un operaio in cassa integrazione, senza limo, senza autista e senza camera al Four Seasons?
No money?
No love.
Che cosa ho imparato io sulle donne dopo 6 anni di Sex & The City?
Onestamente molto, non abbastanza, perché è impossibile, ma ha contribuito non poco a fare luce su un universo complicatino e in parte sconosciuto.
Che cosa ha imparato il mondo, da Sex & The City?
A mettere le scorregge nella pubblicità.

3 commenti:

dario dp ha detto...

chapeu

Anonimo ha detto...

Secondo me Carrie è la peggio zozzata che hanno fatto gli Europe, e non vengono presi in giro abbastanza per quella canzone (mentre invece tutti se la prendono con Rock the Night e The Final Countdown, che sono due signori pezzi rock... mondo crudele).
Ah, di che parlava il post? :-P
a.

zio paperone ha detto...

Lutto, sì lutto profondo.
Perchè è finita.
E perchè dopo sei stagioni non hai capito niente.