mercoledì, dicembre 01, 2004

Bodycount

Lunedì non ho fatto in tempo, per cui la puntata di ER l'ho vista ieri in viaccaesse.
Questa decima stagione è in bilico tra il ridicolo involontario e l'assoluto vuoto narrativo, ho visto molte cose andare in vacca, ma non le ho mai viste andare in vacca così male e in un modo così oggettivamente brutto, tanto brutto da essere percepibile non sono dagli addetti ai lavori, ma anche dal mio posacenere.
Il dramma, non trova la sua massima forza espressiva nel semplice decesso dei personaggi, ma piuttosto nella dilatazione del momento finale, nell’attesa, nella costruzione (appunto) drammatica, degli eventi psicologici che portano a quel momento. La forza è prima e dopo l’ultimo mortal sospiro.
Un morto a episodio, senza nessun tipo di approfondimento drammatico, trasformano il dramma in un SMS narrativo, il problema è proprio nella scrittura, o nella produzione che coordina gli scrittori, fatto sta che la story line di un film con Brian Boswort è più drammatica della decima stagione di ER, il che evidenzia un bel problema.
La morte del figlio di Carter poteva essere davvero un bel nodo narrativo, peccato che venga raccontata all’interno di una strage, è una delle vittime, non la vittima, ti viene da dire: sotto il prossimo, visti i precedenti e i "successivi" all’interno della decima mattanza.
Il bodycount è impressionante.
Si va dal Dottor Romano, alla mamma di Chen, dalla compagna di Carrie al figlio di Carter, passando per personaggi che spariscono, partendo per l’Irak, o mettendosi in maternità senza montaggi incrociati, si scivola sui comprimari che entrano ed escono dalle inquadrature senza lasciare la minima traccia, l’unica soluzione possibile è il genocidio sistematico, la morte assoluta buttata sullo schermo come se da sola bastasse a creare una storia.
La sceneggiatura di questa stagione è un cieco senza bastone in metrò all’ora di punta.
Sbatte di qua e di la senza andare da nessuna parte.
Il finale della serie è il manifesto del vuoto narrativo, nel bodycount di ER ora ci si chiede chi morirà, senza tener conto del fatto che ER non è uno slasher movie, non è Venerdì 13.
ER
ERA
qualcosa di diverso.
Ho gironzolato in rete e ho scoperto alcune cose del prossimo round, non vi dico chi muore all’interno della macchina nuova del dottor Pratt, però vi dico che quell’ennesima morte è la prova lampante dell’incapacità di gestire qualsiasi percorso narrativo, i rami si tagliano tutti quando il giardiniere non sa che cazzo fare.
Non vi dico quale altro personaggio principale lascerà in seguito la serie, se volete scopritelo da soli e chiedetevi, assieme a me, il perché di tanto odio.

2 commenti:

Mauro ha detto...

E mika sono tutti bravi come te a sceneggiare! :D
:P...a parte gli scherzi...ER non si pole più vedè :(
Ciauzz :D

Anonimo ha detto...

Per citare il titolo del mio romanzo di Chester Himes preferito, la decima stagione di ER è un "Cieco con la Pistola".
Però avevo avuto un Lunedì così brutto che quei due episodi me l'hanno risollevato comunque. Sono dieci anni che guardo ER per vedere gente più indaffarata di me. Mi fa bene.


michele.