mercoledì, novembre 24, 2004

Tredinotte

Ho finito le sigarette e non riesco a dormire.
Non è che non dormo perché ho finito le sigarette, è peggio.
Mi ritrovo sveglio, in cucina, di fronte al portatile, senza sigarette.
Federica è nell'altra stanza che dorme e io penso intensamente a tre cose:
uno - All'Uomo Ragno di Straczynsky.
due - Al comune senso del pudore.
tre - Alla macchina da scrivere telepatica che c'è in quel romanzo di Stephen King dove inciampano nelle astronavi sotterrate.
Partiamo dal punto due.
Sono in maglietta e boxer, con i calzetti ai piedi.
Non posso andare di là a vestirmi, sennò la sveglio, di conseguenza non posso andare dal tabaccaio automatico sottocasa perché se passa una volante mi arrestano.
E poi non saprei comunque dove mettere le monetine.
Se vivessimo in una società più libera nei costumi forse poteri scendere in mutande alle tre di notte per comprarmi le sigarette, o magari basterebbe finirle in un'altra stagione, tipo in agosto a quest'ora forse potrei, ma in novembre proprio no.
L'Uomo Ragno di S. (vi prego, sono senza sigarette, non fatemelo scrivere giusto due volte, copiare e incollare mi sembra scorretto)
Tornando a Casa, solo 13euri per avere tutto, parlo in termini assoluti, in quel volume c'è la vita, la mia vita, la tua vita, le scelte, i modi e pensieri dell'umanità.
Un favoloso romanzo, una ricerca sui simboli, sui linguaggi, se fosse disegnato male, su cartone ruvido e costasse 90euri piacerebbe anche ai radical chic.
In Tommyknockers dello zio Stephen fa la sua comparsa la macchina da scrivere telepatica, funziona grazie alla tecnologia aliena e scrive direttamente quello che pensi, anche se sei impegnato a far altro, eliminando l'interfaccia, collegando direttamente "il foglio" al pensiero, nel romanzo si leggeva di come la protagonista scrive un libro bellissimo in un paio di giorni, il libro era un malloppone di oltre 600 pagine.
La macchina telepatica scrive rapidissima, automaticamente, seguendo il filo dei tuoi pensieri e dei tuoi ragionamenti, anche quelli non lucidi, pesca anche dall'inconscio, non serve pensare di scrivere, basta pensare, il resto del lavoro lo fa lei.
Ecco.
Avendola, e mettendola in funzione 24 ore su 24 per un mese, forse, riuscirei a finire tutto quello che devo finire.
Era per questo motivo che non riuscivo a prendere sonno.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

J Michael Straczynski. Toh. Copia e incolla da qui per il resto della tua vita, amico mio.
Bellissimo post, anche se il senso dell'Uomo Ragno si perde nel mezzo: era di proposito o l'assenza di nicotina ti ha fatto mangiare mezzo paragrafo?
Io più o meno alla stessa ora ero ubriaco. Ho chiesto al mio barman preferito di farmi tre drink che fossero DOLCISSIMI e FORTISSIMI. Li abbiamo battezzati nell'ordine "Inganno", "Carta Vetrata" e "Glicerina". Poi ho preso la Lupo, per poche centinaia di metri, ho parcheggiato ai piedi di un cavalcavia ai limiti del centro di Treviso e ci sono salito per gridare al mondo cosa non mi piace di lui. Quando ho finito, mi piace pensare, ma proprio nello stesso istante, tu hai finito le sigarette. Se mi telefonavi le compravo a Treviso e te le portavo a Milano, giuro.

michele.

Anonimo ha detto...

4:52 del mattino....sembra un caso, ma anche io non dormivo.sono andato a letto alle 3 .
sveglio nel letto a guardare l'ora color arancione della mia radiosveglia che tanto fa anni 80....poco prima mi ero rigirato più volte nel letto, cercando di uscire dal quella sensazione di morsa che hai quando la digestione non ti è amica quella notte, oppure quando hai pensieri in testa misti a sogni, fatidiosi e ossessivi che ti costringono, in un limbo di dormiveglia, a cambiare spessissimo posizione, per cercarne una più comoda, ma che tanto sai che non la potrai mantenere a lungo perchè ti sentirai ancora schiacciato dai quei pensieri che continuano a tormentarti.
Io pensavo a Bologna alle 2 torri e agli scontri del '77.
ho acceso la luce e sul comodino accanto al letto ho rivisto la quasi totale produzione delle opere di Pazienza.
prima di assopirmi stavo rileggendo PENTHOTAL
Sto rileggendo tutto quello che possiedo e mi sto stupendo come l'universo di Pazienza continui ad entrare sempre più in profondità nel mio inconscio ogni volta che ri-leggo le sue storie.
E' come se fosse una trivella che continua a scavare e ad arrivare sempre più in profondità.
è anche quasi ossessivo il modo in cui sto leggendo, e preso da un sentimento di mania e curiosità, ho scaricato Paz.
premetto che non ho mai vistoil film se non a spizzichi e bocconi ma mai interamente e mai così fresco dalle letture che ne hanno ispirato la realizzazione.
ho avuto paura.
sapevo a memoria le battute del film che sono prese pari pari dai fumetti.
so dire da che storia sono presi tutti i dialoghi del film.
e questo mi ha fatto pensare,mi ha fatto pensare che Pazienza non è solo un grande autore, ma anche un importante punto di ancoraggio per capire le mille sfumature della vita, non solo la mia ma di tutti.
ho persino pensato che mi piacerebbe un giorno vedere le vie delle città portare il suo nome, perchè Pazienza sarebbe da far studiare nelle scuole, da portare agli esami di maturità e non solo perchè racconta un preciso periodo della storia italiana, ma perchè raggiunge nelle cose che ha scritto e disegnato, una profondità e un senso di lettura talmente grande che fa quasi paura.
mi sono accorto di Pazienza tardi, qualcuno lo ha già scoperto prima di me,e sinceramente un po me ne vergogno.
ti dico tutto questo, se vuoi andando anche fuori tema dal post che hai scritto , perchè sono arrivato a questa condizione grazie a te, al libretto citapaz che casualmente mi è ritornato nelle mani e che spinto da una oscura curiosità ho iniziato a rileggere avidamente.

magari nella notte non si riesce a dormire perchè qualcuno o qualcosa che si muove dentro te strisciando e inerpicandosi nei meandri della mente vuole effettivamente dirci qualcosa....
magari invece è la digestione che fa le bizze...ma a me piace pensare che sia la prima ipotesi, è più poetica se vuoi....
in ogni caso grazie a te e a pazienza, che stanotte è stato il qualcuno che si muoveva inerpicandosi facendomi rigirare più volte nel letto....

dav.