venerdì, novembre 19, 2004

Supereroi e muri milanesi.

L’ultima volta che ho detto qualcosa contro le agenzie pubblicitarie, l’ho fatto dai microfoni di una radio, sono stato punito in maniera esemplare, chiaramente non in modo diretto, ma alla fine loro hanno vinto così tanto che molti copy stanno ancora ridendo, incassando assegni derivativi.
Vabbè.
Amo fare due o tre volte lo stesso errore, per cui eccoci qui, a parlare di super eroi e di affissioni murali.
Milano è stata tappezzata (appena ho tempo scatto una foto e la posto) da un orribile manifesto in cui sono ritratti due “super eroi”, ecco il comunicato ufficiale:

Casiraghi Greco& in affissione a Milano
Casiraghi Greco& è in affissione in questi giorni a Milano con una campagna che ha come oggetto la stessa agenzia.
[08/11/2004 - 13.11]
L'affissione, on air da qualche giorno nel capoluogo lombardo, ritrae con lo stile dei supereroi dei fumetti i due pubblicitari titolari dell'agenzia di comunicazione, Daniela Greco e Cesare Casiraghi. Il mezzo utilizzato è stato scelto perché capace di dare notorietà e popolarità indirizzando il messaggio in città e zone in cui si concentra il business pubblicitario.


Quel manifesto è un insulto al nostro media preferito.
Possiamo sorvolare sul brutto disegno, anche se un’agenzia che muove milioni di euri avrebbe potuto chiamare Jim Lee o Alex Ross, tanto per fare due nomi, ma ammettiamo che io sia la sola persona al mondo a trovare il segno usato per quel manifesto molto volgare, per nulla epico, storto e dilettantesco…
La cosa che non accetto è l’assoluta divergenza dai canoni estetici supereroistici.
Cazzo.
Volete usare i super eroi per una campagna pubblicitaria?
Studiateli!
Facciamo finta che un super eroe possa avere i baffi, non è possibile ma lo posso accettare, del resto sotto lo scafandro, Tony Stark ha un bel paio di baffoni, ma…
Da che mondo è mondo, un super eroe volante solleva il ginocchio e alza il braccio opposto, ginocchio destro e braccio sinistro, altrimenti cade.
E’ impossibile volare nella posizione in cui sta il tizio del manifesto, provateci un po’…
Si cade.
Non è il disegno ad essere sbagliato, ma il pensiero che lo ha prodotto, il copy che lo ha firmato e la riunione che lo ha approvato.
Immagino brain storming, capitali che si investono in ricerche di mercato, stipendi con un sacco di zeri, gente che si maschera dietro quelle belle parole tipo: account, copy, concept manager, visual producer e sta coppola, e nessuno di loro ha aperto un fottuto albo a fumetti per vedere di che cosa parlano i super eroi e come si fanno?
Non stiamo parlando di una piccola agenzia che cura i volantini della pizzeria sottocasa, ma di un’agenzia su scala nazionale, con clienti importanti, gente che ne sa e che ha studiato, gente che sfreccia in BMW, che si veste di Armani, la milanodabere delle feste e dei giri esclusivi.
Quel manifesto è osceno, rappresenta esattamente quello che pensano gli “altri” del fumetto, ovvero una roba da poco, da far disegnare al primo che passa, che ci inventiamo?... massì fa due supereoi valà, che ci metti niente!... ma chi lo disegna?...il nipote della mia cartomante se la cava con i Carioca…
E’ questo il pensiero che ha prodotto quel manifesto, non ci vedo passione, amore per il media, o il minimo interesse verso il mondo estetico che hanno usato, nulla, due cazzate e via.
Tantoifumettisonorobaperbambini.
Almeno, se avessero dipinto la pelle di blu, sarebbe stato adattissimo per i muri di una città come Calcutta.
Ora, se internet funziona davvero, possono succedere due cose:
Domani Casiraghi Greco& mi chiamano come consulente.
Dopodomani in tivvù vedrete un sacco di spot che vi ricorderanno qualcosa letto su questo blog, qualunque cosa.

(esempio minimo: Ho comprato le nuove scarpe West!… per fuggire con eleganza!)

2 commenti:

Anonimo ha detto...

...oppure sei un uomo morto.
Credo più a un peccato di in genuità su scala nazionale: hanno ritratto se stessi. Senti com'è andata: al party di Natale dell'anno scorso uno dei grafici ha disegnato i titolari in costume da supereroi. Non li ha fatti troppo bene, perché a) lui i supereroi non li ha mai visti neanche al cinema e b) non vuole che sembri una leccata di culo. La sera del party in agenzia appendono un plottaggio grande formato del disegno colorato in fretta e furia a Photoshop. Tutto il creative department è già brillo, e si sperticano in complimenti. Qualcuno di un po' più sobrio e con un po' meno senso dello humor (probabilmente uno dei due supereroi-titolari, che prendono molto sul serio ogni forma di idolatrazione delle icone nei loro confronti) si rende conto che non è MAI successo che tutto il creative dept fosse d'accordo su qualcosa, e decide di fare una campagna basata su quello schifo di disegno, che da quel momento sarà chiamato "concept". Che è inglese per "Concetta", credo.

[Postilla per gli avvocati, che hanno ancora meno senso dell'humor: è la mia teoria, non la verità. Ma io non uso mai parole come "forse" o "magari".]

michele

Marco Rizzo ha detto...

Ho visto il manifesto in questione qualche settimana fa, mentre io e Daniele lasciavamo Milano dopo il tour per il libro che conosci bene.
Abbiamo rabbrividito, lui ha detto qualcosa tipo "Guarda..." e io "Dio del cielo..."...
Devo dire che più che il concetto da te espresso che sta dietro il manifesto, ci aveva appena colpito, come un calcio nelle palle, la bruttezza del disegno stesso, facendoci pensare quanto fascino commerciale possa avere uno scarso disegnatore che lavora nella pubblicità.
Comunque, propongo un crossover col mio blog, dove 5 giorni fa ho scritto questo: http://www.comicus.it/marcorizzo/2004/11/tipologie-umane-e-umanoidi-il-creativo.html