giovedì, novembre 11, 2004

Illuminazione

Ho capito perché i Mostri Sacri che fanno fumetti dicono di non leggerli più, semplice…
Perché hanno una paura fottuta di trovarsi di fronte a cose più belle di quelle che fanno loro.
Io non sono e non sarò mai un Mostro Sacro, leggo ancora un sacco di fumetti e ieri ho tremato di terrore.
Ieri ho letto: "Gloria, ovvero: Il giorno in cui sedetti con Gesù sul marciapiede di fronte a casa e il vento si alzò, il mio kimono si aprì e lui mi guardò le tette" , di Luca Vanzella e Luca Genovese.
Ho avuto paura perché l'ho trovato sublime, ho avuto paura perché è una cartacea dimostrazione di quanto siano granitiche le palle dei due autori in questione, di quanto siano immensamente più bravi di me, più capaci e dotati di un personale storytelling che io faccio una fatica bestia a trovare, ma da ciò che si assapora leggendo quelle pagine, si capisce che a loro risulta naturale e semplice come un respiro.
Un Mostro Sacro che non legge più fumetti difenderà sicuramente il personale maniero della sua percezione interna, ma, porcazozza, non sa quello che si perde!… e io non essendolo, supero la paura di aver letto qualcosa di molto più bello rispetto a quello che faccio io e urlo la mia gioia.
Sul blog di Self Comics, Vanzella ha scritto questo a proposito di Gloria, e io non sono per niente d'accordo con lui, e lo invito pubblicamente a rimettere on line il fumetto.
Non sono d'accordo e ora spiego anche il perché.
Vanzella ha fatto un gran lavoro, può decidere di aggiungere da qualche parte la scritta: tratto, o ispirato a un racconto originale di Gloria Sawai, e deve rendersi conto che trasformare un racconto in fumetto, modificare un concetto nato per essere espresso attraverso un media e trasportalo in un altro, è un lavoro da applauso, soprattutto se viene fatto in una maniera fluida ed elegante come in Gloria.
Devo forse ricordare a Vanzella l'esistenza di orripilanti versioni a fumetti dei grandi classici della letteratura?
Vogliamo parlarne?
No dai, per principio su questo blog si parla solo di figate.
Per cui, nessun ritiro, nessun ripensamento, Gloria è un grandissimo fumetto tratto da un racconto, e ha una fortissima connotazione personale che legittima la sua esistenza.
Bello, senza avverbi o aggettivi.
Chiudo con una nota tamarra, altrimenti faccio la figura del radical scicchettoso…
Gloria ha anche un grandioso paio di tette.

1 commento:

Anonimo ha detto...

grazie (mi scuso per la concisione ma proprio non ho parole).

Luca V.