giovedì, luglio 29, 2004

«MILANO VIOLENTA» FINISCE IN VIGNETTA

Cajelli e Guerrieri trasformano in strisce i film ispirati alla cronaca degli anni ´70
di Beniamino Musto

Una Citroen modello "squalo" che entra a tutta velocità in Galleria Vittorio Emanuele. Sgomma tra lo stupore dei passanti, passa davanti al "Savini" per poi fuggire, in direzione Piazza Missori. Al loro inseguimento due poliziotti a bordo di una Lancia Fulvia.
È una delle più belle sequenze di "Milano criminale - la banda del muto" (ed. Lo Scarabeo, 72 pagine, 8 euro e 50), un albo a fumetti scritto da Diego Cajelli (uno dei più promettenti sceneggiatori di fumetti italiani) e disegnato da Marco Guerrieri.
Milano, negli anni ´70, è stata protagonista di un filone letterario e cinematografico che prendeva spunto dai fatti di cronaca nera che riecheggiavano dalle colonne di quotidiani come "La Notte". "Milano Calibro 9" di Fernando Di Leo, "San Babila ore 20: un delitto inutile" di Carlo Lizzani e "Milano rovente" di Umberto Lenzi sono state tra le colonne portanti del genere cinematografico del poliziesco all´italiana, a lungo ritenute pellicole di serie B e oggi rivalutate sulla scia del successo di Tarantino, che molto deve a questi film.
Cajelli e Guerrieri rivitalizzano lo spirito che la città viveva in quegli anni: le rapine colossali, gli inseguimenti fatti a bordo delle Alfette all´ombra della Madonnina con poliziotti che non conoscono le mezze misure.
La rappresentazione della città è fedelissima.
Lo si nota dai dettagli che aiutano a identificare l´atmosfera, siano essi un poster dell´Inter sullo sfondo o la marca di un liquore evidenziata su un posacenere.
La storia narrata ripercorre in pieno il genere del poliziesco.
Una banda di meridionali da poco immigrati a Milano progetta una rapina alla sede centrale del Banco Ambrosiano.
Ma il colpo va male perchè la polizia arriva troppo presto.
I banditi riescono però a fuggire e a rintanarsi dentro una cascina alle porte della città dove nascondono il bottino.
Verranno scoperti, e, in una maxi sparatoria con la polizia, moriranno tutti. Ma il vero finale è a sorpresa.
Cajelli, lo sceneggiatore, al termine del libro dà al lettore i riferimenti geografici e storici per immergersi meglio nella storia. Con un preciso elenco, pagina per pagina, spiega in ogni vignetta dove ci troviamo e a cosa si riferiscono i personaggi che parlano. Così ci viene spiegato cosa fosse la "Ligera", ossìa la vecchia malavita milanese, cantata nelle canzoni di Giorgio Gaber e Nanni Svampa e soppiantata, negli anni ´70, dai clan meridionali trasferitisi al nord.
Infine, vengono esplicitamente citate le fonti di ispirazione del lavoro. Tra queste, oltre ai film già menzionati, ci sono i romanzi di Giorgio Scerbanenco, un vero maestro del genere "nero".

RAPINE E INSEGUIMENTI
La città degli anni di piombo diventa un fumetto-I fatti di cronaca nera hanno agitato la vita della Milano anni ´70, caratterizzata da rapine colossali e inseguimenti in automobile-
Il genere cinematografico a cui si ispira è il poliziesco all´italiana. Tra i registi più importanti: Lenzi, Lizzani, Di Leo e Tessari.
L´albo di Cajelli e Guerrieri, è uscito nel 2003 per le edizioni "Lo Scarabeo" al costo di 8,50 euro. Lo si può trovare in fumetteria

da "LIBERO" del 29-07-2004

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