martedì, luglio 27, 2004

Diegozilla contro la Francia!

Tutti i colleghi che conosco hanno un progetto per la Francia.
E io no.
Credo di essere allergico alle copertine cartonate, anzi, per essere precisi, io le copertine cartonate (come diceva qualcuno) le spacco contro gli angoli.
Di fronte alla parete di volumi francesi che c'è da Supergulp mi viene da annusarmi le ascelle, controllo se il mio deodorante funziona, poi esamino con attenzione le mie scarpe.
Superata in qualche modo la selezione all’ingresso di fronte alla parete Maginot, le mie manine accedono al privè francofilo, aprono una copertina rigida dall’aria austera e irraggiungibile, la Nicole Kidman della grafica, la Tilda Swinton delle strisce, dalle premesse/promesse che vengono fatte ai miei occhi, pare che il mio cervello di lettore debba partecipare alla più esclusiva delle feste, alle mie cornee saranno servite ostriche e champagne, la mia lettura sarà carezzata nelle parti intime come Concato quando canta, così mi preparo ad un orgasmo di originalità controtendenza e al sapore unico di raffinate tartine narrativamente prelibate.
E invece…
Dentro la copertina ci trovo il pane e il salame, salame tipo Milano, tagliato fine nella vaschetta del supermercato, quello acidino, che dopo un minuto suda tra le fette di una michetta un po’molle.
La maggior parte delle cose (non tutte, sia ben inteso!… il dire “non tutte” mi mette nelle condizioni di difendermi nel caso qualcuno si incazzi, così posso dire: non dicevo le tue) viaggiano su rigidissimi archetipi che se trasformati in tre strisce in bianco e nero farebbero urlare di sdegno i critici, i lettori e la mia portinaia, la signora Lorenza.
Cyberpunk puro, purissimo, come neanche Gibson riesce più a fare, fantasy organizzato in database dalla sorgente chiusa, mondo X + ladro + mago + guerriero + chirichetto, giochi di fantascienza ucronica allostorica, presi direttamente dall’immaginario collettivo, come gli urletti di James Brown nei pezzi dei Bomb The Bass dei primi anni ’90.
Perché se si tratta di materiale italiano si mette all’indice quel tipo di logica, e in ambito franzoso si è disposti ad accettarla?
La soluzione può essere cartonare Nathan Never?
L’abito, farà mica il monaco?
Forse è questa la chiave del mio problema con il fumetto francese, la sensazione che mi venga data non un opera narrativa ma un preciso stile di vita, l’impressione è di acquistare un modo di pensare, un modo di “vederla”, ed è un modo esclusivo, raffinato, che prescinde dal cosa e si concentra sul come, sulla confezione, sul colore, sulle premesse.
La cosa che mi consola, è che so benissimo di essere io a sbagliare, sono l’unico a non avere in mano una baguette, per cui, mi sa che hanno ragione loro…
Finirò in una riserva, assieme ai bisonti.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Ah, sono io che so tordo Diè, non avevo visto il tasto "Anonimous" (forse perchè era anonimo?). Beh, insomma come ti dicevo sono anni che mi aggiro nella riserva, e d'estate i piedi mi puzzano parecchio!
W i fumetti (e non solo) IGNORANTI!

Anonimo ha detto...

Ah, dimenticavo la firma: ZAP! :)