martedì, giugno 18, 2013

Sei Foto!



Per celebrare il mio ritorno alla vista, ecco qua sei fotografie che ho scattato in passato, e che sono finite nella mia cartella delle abbastanza carine.
Dovrebbero essere anche stampabili, sono in formato A4, con già calcolato il passspartùuuuh. Metti che te le vuoi appendere in salotto, puoi.
Anzi. Se te le vuoi appendere in salotto e non sono abbastanza potenti di risoluzione, mandami una mail che ti giro il file in alta così lo stampatore è felice.








L'ordine è Brooklyn, Brooklyn, Londra, Londra, New York City, Milano.
Per i fanatici della fotografia che vogliono sapere il tipo di macchina, le lenti, la temperatura del suolo e la pressione delle gomme, dirò che ho usato una preistorica D80. Per tutte, tranne che per quella del tram. Lì ho usato una Coolpix trovata nelle patatine.


(Nota: questo post è un barbatrucco per guadagnare tempo mentre scrivo gli ottocento post che affolleranno il blogghe nei prossimi giorni.)

lunedì, giugno 17, 2013

Nel frattempo, un cortometraggio!



Eccomi!
La vista recupera piuttosto bene, e sto tornando alla mia normale attività schermo-tastieristica.
Quella qui sopra è la locandina di un cortometraggio che ho scritto un po' di tempo fa.
Parte tutto da una mia vera paranoia che mi prende quando guido di notte. L'immaginare di vedere un omino nudo giulivo che corre attraversando la strada al limitare dell'illuminazione dei miei fari.
Ne è uscito un corto di animazione davvero carino.
Eccolo qua:



Finisco di sistemare i settaggi dell'occhio destro, e poi parto con aggiornamenti a nastro per farmi perdonare della mia assenza!



martedì, giugno 04, 2013

Messaggione alla nazione!


Dato che la vita è quello che ti succede mentre ti stai facendo i fatti tuoi e hai un casino di cose da fare, un mattino mi sveglio e non vedo più una mazza dall’occhio destro.
Cacchio. Comunque qualcosa ci vedo, tipo specchio appannato dopo una doccia bollente. Seguendo le regole non posso neanche mettere una benda, perché la benda te la puoi mettere soltanto se sei cieco cieco, altrimenti sei un poser del cazzo. (Cit Rrobe)
Dunque. Per farla breve:
Ho un infiammazione al nervo ottico. Sono in terapia, mi sto bombando di predinisone in day hospital, come nelle migliori puntate del Dottor House. 4 ore al giorno, finisco venerdì. Dovrei recuperare la vista completamente tipo la settimana prossima.
Per cui niente benda. Niente Nick Fury, niente Willy L’Orbo, niente Tom Cruise in Operazone Valkiria, niente Plissken.
Però ho un rubinetto in un braccio, che fa tanto idraulico cyborg.
Ne consegue che non ho potuto occuparmi dell’uscita di Long Wei come avrei voluto.
Recupererò.
Non ho potuto pompare su Mexican Standoff che uscirà tra poco.
Non ho potuto essere social quanto avrei voluto, sia in rete, sia in cene e birre promesse live a diversi amici.
Non ho potuto recensire le ultime puntate di Cucine da Incubo con Cannavacciuolo, o le due serie che mi sto guardando ora. Sì, perché uno schermo gigggante lo vedo, ho problemi a scrivere con il computer e a usare l’aicoso con un occhio solo.
Con il lavoro ero abbastanza avanti per permettermi uno stop forzato, e sono più o meno tranquillo.
Insomma, appena si riaccende l’occhio cercherò di recuperare il tempo perduto.
Se mi hai mandato una mail, con info, complimenti, interviste etc, fa conto che con fatica ho letto tutto, ma è estenuante rispondere. Dammi un po’ di tempo, okay?
Al limite rimandami tutto da martedì prossimo. Grazie.
Bòn.
Vado a rivedermi Ombre Rosse, così male che vada imparo come si lavora con un occhio solo.



giovedì, maggio 23, 2013

Conferenza a Fullcomics!


Domani, Venerdì 24 Maggio, ore 15:30, all’Urban Center di Galleria Vittorio Emanuele.
Sarò in compagnia di Luca Enoch, Mirko Perniola, Walter Trono e Ivan Zoni. Con la moderazione di Loris Cantarelli, dibatteremo a proposito di: “Rapporto tra Marketing e Fumetto: i casi Dragonero, Long Wei e Anno Domini”.
Racconterò tutto quello che abbiamo combinato per promuovere Long Wei, e verrà distribuita la cartolina di cui ho parlato qui.

Ti consiglio di venire perché, dato che sarà più o meno ora di merenda, distribuiremo anche i biscotti della fortuna ufficiali di Long Wei.
Non ne abbiamo fatti tantissimi e scadono tra un po’, per cui non ci saranno molte altre occasioni per averne uno. Magari anche due, così uno lo mangi e l’altro lo collezioni.
Poi, alle 18:30, ci sarà la cerimonia di premiazione del Gran Premio Autori ed Editori.
Fino all’altro giorno si poteva votare on line. Ora le votazioni sono chiuse. Con Long Wei eravamo in nomination in 4 categorie. Stando ai risultati, ne abbiamo presi due:
- Innovazione Editoriale. Per, appunto, la campagna promozionale che abbiamo fatto.
- Miglior Fumetto italiano. Occhei, è sulla fiducia, ma se non manteniamo le promesse mi impegno a restituire il premio l’anno prossimo, e lo darò al secondo classificato.
Il programma completo di Fullcomics eccolo qui:



Ci vediamo Venerdì alle 15.30!
Essici!



mercoledì, maggio 22, 2013

Messico e nuvole, con alieni e quintali di piombo.


Mexican Standoff, ovvero: Stallo Alla Messicana. Quella particolare situazione in cui due o più persone si tengono sotto tiro a vicenda, con pistole spianate e il dito sul grilletto. E rimangono lì, in attesa. In stallo, per l’appunto.
Prendi questo concetto, amplificalo, e hai più o meno la mia idea di partenza per il numero 9 della collana Le Storie, in edicola a giugno.
Avevo già detto delle cose a riguardo, le puoi leggere cliccando qui.
Ho letto l’albo per la mia revisione finale, e la prima cosa che mi ha colpito sono i disegni splendidi di Matteo Cremona. Sono davvero molto orgoglioso di accompagnare Matteo nel suo esordio bonelliano. Non che avesse bisogno di me, i suoi disegni sono il miglior biglietto da visita possibile, e mi ritengo molto fortunato ad aver potuto lavorare con lui.
Succedono davvero parecchie cose in quell’albo. Non voglio dire troppo per non rovinare la lettura, ma da un punto di vista tecnico è una delle sceneggiature più complesse che ho scritto.
Da cosa si capisce?
Dalla semplicità di lettura.
Vecchio cruccio di noi dinosauri della scrittura di genere. Vedi, noi siamo convinti che più complesso sia il lavoro che facciamo in background, più scorrevole e apparentemente facile sia il rapporto del lettore con il prodotto finale. In Mexican Standoff, al di là delle cose divertenti (per me) e delle mie passioni da tamarro, c’è un lavoro sui pesi narrativi, sui ritmi e sulla gestione pura della narrazione generale.
Lo dico, faccio prima, perché non se ne accorgerà nessuno. Come è giusto che sia.
Sono soddisfatto del lavoro finale?
Fino a un certo punto.
Confesso. Ho un grande rammarico nei confronti di questo albo. Mi dispiace, tanto, che Sergio non abbia fatto in tempo a leggerlo. Mi dispiace che non abbia potuto leggere qualcosa di interamente mio. Di sicuro non gli sarebbe piaciuto, ma fa niente.
Ci tenevo lo stesso.


Cucine da incubo, Italia!


Pensavo che Cucine da Incubo fosse il format televisivo meno italianizzabile in assoluto.
Per me era difficile trovare una personalità che potesse competere (e arrivare almeno pari) con quella di Gordon Ramsay. Vedevo altrettanto difficile superare la tipica omertà italica riguardante le attività, il denaro, il lavoro…
Invece, mi sbagliavo. Parecchio.
C’è questo omone: Antonino Cannavacciuolo. Il Bud Spencer dei fornelli, cuoco stellato, al lavoro nella cucina di Villa Crespi.
Ci sono stato.
È un posto bellissimo.
No, mi correggo: l’ho vista da fuori.
No, mi correggo: l’ho vista da fuori passandoci davanti in macchina, poi ho preso informazioni sul sito, ho visto i prezzi e ho capito che se mio nonno possedeva una miniera in Alaska era meglio, si fotta Rosabella, quella maledetta slitta.
Cannavacciuolo, dicevo. Omo de sostanza. Mi sta simpatico in tempo zero, per una questione di affinità di forme. Duro come Gordon, con accento partenopeo e non scozzese. Con le stesse logiche da applicare alla cucina: semplicità, ingredienti freschi e di stagione, possibilmente del luogo.
Cucine da Incubo, italian version, rispetta alla lettera i dogmi del format originale. Ci sono gli stessi momenti narrativi, i medesimi snodi e le identiche componenti drammatiche legate ai personaggi e agli ambienti. (Sì, sto parlando del programma come se fosse un’opera di finzione pura.)
Il suono in presa diretta amplifica i toni drammatici. I sospiri, le voci tremanti, i drammi personali delle persone coinvolte. Nello specifico della prima puntata, quelli di un ristorante alle porte di Roma.
Questa sera va in onda il secondo episodio.
Da Milano.
Antonino Cannavacciuolo andrà a risollevare L’Isola Fiorita.
E lì sì che ci sono stato.
L’Isola Fiorita è un ristorante che conosco, ci sono stato spesso, ci ho portato gli amici, ci ho fatto delle cene di lavoro e festeggiato compleanni. Era uno dei ristoranti che preferivo, facevano soltanto risotto e gnocchi.
Era in una location storica, sui navigli, un posto molto grande, arredato vintage, con vecchie radio e oggetti di modernariato.
Poi li hanno sfrattati (credo) o hanno sfrattato l’intero stabile (credo, avevo chiesto ma non erano stati chiari nella risposta) L’Isola Fiorita si è trasferita duecento metri più avanti, in un locale molto più piccolo.
Ero stato anche lì.
Non avevo fatto la recensione qui su Diegozilla perchè non mi andava di stroncarlo. Ci ero affezionato a quel posto, nella sua forma originale, e non volevo essere cattivo.
Di quella cena mi ricordo l’atmosfera.
Orrenda.
Ho ancora in mente le luci orribili del locale, e l’appeal generale che da “atmosfera da trattoria” era diventato “atmosfera da mensa di Padre Peppe”.
Con tutto il rispetto per Padre Peppe e quelli che vanno da lui a rifocillarsi.
Vediamo come se la caverà Cannavacciuolo tra gnocchi e risotti, anche se credo, purtroppo, che il problema di quel locale non sia nelle gelide luci al neon della sala.



Cucine da incubo, Italia
In onda il mercoledì, su Fox Life, Sky canale 114.


mercoledì, maggio 15, 2013

Mandare in vacca un blog e rimanere sereni!


Anzi.
Mandare in vacca in blog da duemila e passa accessi al giorno e rimanere sereni.
Ho avuto da fare. Tanto da fare. Negli ultimi tempi, causa trasferta, ho avuto una connessione steampunk di seconda mano, ma anche prima… Sì insomma, è da un bel po’ che trascuro Diegozilla.
Sono venuto meno alla regola: aggiorna spesso, aggiorna adesso.
Ho fatto pochissimi post, quasi tutti di servizio. Mi dispiace, ma la vita ha avuto il sopravvento.
A dire il vero avevo un casino di post in canna, ma per diverse e molteplici ragioni, non ho avuto tempo, voglia, connessione, eccetera.
Poco presente, poco social, poco cool. Me ne farò una ragione.
Tra un paio di giorni torno a Milano, e riprenderò a occuparmi di Diegozilla con rinnovato vigore e rinata passione.
Per ora, accontentati dei frammenti. I pezzi dei post che volevo fare, ma che non ho fatto.

Albissola Comics!
Volevo fare un lunghissimo post su quanto è stata bella Albissola Comics.
Volevo ringraziare tutti, parlare della conferenza di Diabolik, dei biscotti di Long Wei, della bella gente, della bella location, dell'organizzazione eccetera.
Non l'ho fatto in tempo utilie.
Mi dispiace tantissimo, ma rimedierò l'anno prossimo perchè di sicuro ci torno!
Grazie e a tutti!

Un post sulla Boldrini.
Non ho fatto il post: “dieci motivi per cui la Boldrini se la mena così tantissimo” perché sono pavido.
Comunque si parlava della vittoria alla scorsa edizione di Paris Hilton my best friend forever.

Il nuovo programma di Paola Marella.
Gli unici consigli che può darti la Marella su come pulire e tenere in ordine la casa sono i numeri di telefono delle colf più brave di Milano.

Ricette: Farinata.
Ho cucinato la farinata. Non è venuta male, ma in assenza di foto non ho le prove.

Airport Security.
Il mio nuovo programma preferito su DMAX.
Se alle nostre frontiere venissero applicate un quarto delle norme dell’immigrazione australiana, il nostro paese sarebbe vuoto.

Quando gli altri hanno ragione.
Sì. Tutte le mie menate sul come vengo trattato nei bar e nei negozi a Milano, sono legate soltanto ai posti dimmerda che evidentemente frequento.
A Chiavari, con me, sono tutti molto gentili. Non confermo assolutamente la nomea dei liguri scontrosi con i clienti e i turisti.
Non qui perlomeno.

Il dente di Minizilla.
Habemus Dentinus! Senza casini, febbre, pianti, notti insonni e quant’altro.
Minizilla, come figlio, se la cava molto meglio di me come padre.

Diegozilla a Londra.
Sto componendo la mia guida per Londra, la pubblicherò su Amazon, con il sistema Kindle Direct Publishing.
I post del blog, riveduti, ampliati e corretti, più una ventina di voci nuove scritte apposta.
Prezzerà 99 centesimi e avrà una mia foto come copertina.
La foto la sceglieremo qui sul blog, ma l’hard disk con il mio archivio fotografico è a casa, per cui ne riparliamo tra un po’.

Diabolik!
Volevo parlare della conferenza che ho moderato ad Albissola Comics, che è andata bene.
Volevo parlare dell'albo del mese scorso e di quello in edicola adesso, entrambi miei.
Volevo dire che mi stupisco sempre quando noto che Diabolik è un personaggio apprezzato anche dai ragazzini.

Twitter!
Se vuoi seguirmi su Twitter, eccomi qua:‏@_Diegozilla
Un paio di miei tweet...
- Pranzo fusion: formaggio sardo (da spalmare, di cui vado ghiotto) su focaccia ligure!
- Qualcuno dica a Bucho che El Mariachi si è nascosto in un mulino, ma si è completamente rincoglionito.
- Oggi la biblio è chiusa, è tutto il giorno che sono qui a lavorare: http://bit.ly/16ueOfr 
Posto bellissimo, gestori gentilissimi!
- Alla fine B è riuscito a fottersi l'intero paese, non da solo sia chiaro. Ha organizzato la più grande Gang Bang della storia.
- Sarò io che sono strano, ma seguire porno star su twitter me lo immaginavo più divertente.

Mexican Standoff.
Esce a giugno il mio volume de Le Storie.
Ho un sacco di cose da dire a riguardo, ma faccio ancora in tempo a dirle.













Long Wei beve il bubble tea!


Quella qui sopra è la splendida cartolina realizzata da Luca Genovese per la campagna promocard legata a Long Wei.
Dalla settimana prossima la cartolina sarà distribuita nei locali milanesi e verrà regalata a chi passa a trovarci alla conferenza che terremo a Full Comics.
Vuoi vedere il retro della cartolina?
Eccolo qua!


Prendi nota:
Full Comics. Il 24 maggio 2013, alle 15, presso L’Urban Center all'interno della Galleria Vittorio Emanuele, a Milano, siamo chiamati a partecipare ad un incontro sul Marketing Editoriale, dove racconteremo tutto quello che abbiamo fatto per promuovere Long Wei.
Oltre al sottoscritto ci saranno: Luca Enoch, che parlerà di Dragonero e Mirko Perniola che racconterà di Anno Domini in uscita digitale.
Il tutto verrà moderato dal direttore editoriale di Fumo di China, Loris Cantarelli.
Tutte le informazioni del caso le trovi cliccando qui.
Verranno distribuite delle copie del numero zero di Dragonero, mentre noi…
Noi regaleremo questo:


Il biscotto della fortuna di Long Wei.
Sempre a Full Comics, dopo la conferenza, ci sarà la cerimonia di consegna del “Gran Premio Autori ed Editori 2013”.
Long Wei è in nomination in quattro categorie. Si vota on line, basta cliccare qui, mettere il like sulla pagina ed esprimere la propria preferenza.
Ti ricordo che il primo numero di Long Wei sarà in edicola a partire dal 31 maggio, e che nei prossimi giorni aggiornerò sulle altre novità in arrivo!



giovedì, maggio 09, 2013

La migliore focaccia di Chiavari (prima puntata)



Sono in trasferta. Ho portato Minizilla e Ladyzilla al mare per passare una buona primavera. Io lavoro comunque e mi sono portato dietro le mie abitudini.
Tipo mangiare.
Sono un grande fan della focaccia, con una perversione per la focaccia ligure. Mi piace quella liscia, senza niente. Solo focaccia, senza optional e orpelli.
Quando la prendo accessoriata prediligo quella con le cipolle. Mi piace un sacco anche la focaccia pugliese con i pomodorini, ma sono a Chiavari, non a Lecce.
Per cui: focaccianormale.
Dato che non voglio fare torti a nessuno, e tantomeno inimicarmi la popolazione locale, la mia degustazione focacciosa chiavaresca è itinerante. Sto girando tutti i forni per capire quale sia la focaccia migliore.
Impresa, lo dico subito, impossibile. Il terzo giorno, al terzo forno, mi sono reso conto che la mia esplorazione gastronomica era una follia. Ma, come dicono tutti gli esploratori avventurieri, da Heyerdahl a Livingstone, non mi è sembrata una buona ragione per smettere.
Di base, il problema nello stabilire quale sia la focaccia migliore di Chiavari, è legato proprio al prodotto. Si parte da un livello medio talmente alto da rendere difficile ogni classificazione.
Qui la focaccia è buona. È buona punto.
È buona anche nei posti dove la rivendono e basta, tipo i bar o le gastronomie. È tanto buona che sono tentato di fare un test estremo, e assaggiare la focaccia industriale-in-sacchetto-di-plastica al supermercato.
Le ragioni di questa bontà diffusa e ricorrente sono parecchie. La prima, forse, è che si tratta di un prodotto veramente tipico, consumato veramente a tutte le età e a tutte le ore.
A Milano abbiamo il risotto alla milanese, la cotoletta e il panettone, ma è piuttosto raro vedere dei turisti o dei milanotti che passeggiano per strada azzannando cotolette con un panettone sotto il braccio.
Qui no. Qui la focaccia è una presenza costante, viene sfornata in continuazione, diffondendo nell’aere l’invitante profumo della panificazione degli dei.
Posso solo immaginare la profonda disperazione di tutti i celiaci liguri.
Un minuto di silenzio.
Solidarietà.
Forza, vi voglio bene.
Ricapitolando: ci sarà sicuramente un forno preferito dai locali e un focaccista disprezzato, ma al momento, una focaccia cattiva non l’ho ancora assaggiata.
Per intenderci, dalle mie parti, se capiti dal panettiere sbagliato puoi incontrare la mitica focaccia canotto, quella che se lanciata in una zona paludosa agisce tipo spugna da bonifica e rende l’intera area edificabile. Ti lascio immaginare quello che accade quando, quel monolito spugnone, te lo mangi invece di usarlo come zattera di salvataggio.
Ecco, qui non c’è il rischio di incappare in quel genere di sciagura.
Da profano, prima di laurearmi in focacciologia chiavarese, e di recarmi in pellegrinaggio a Recco, posso dirti che per qualità del prodotto dove capiti, capiti bene.
Quindi, quella che segue non è una vera e propria classifica, sono le mie preferenze su una scala che va dal buono al buonissimo.

Salone Moderno, via Liberazione, 190
Lo metto al primo posto per una questione puramente estetica. È il mio negozio preferito. Una bottega storica, antica, in purissimo stile Liberty chiavarese.
Focaccia (e farinata) di altissimo livello, sfornata in continuazione, arriva in teglie quadrate dal retro del locale.
Siamo attorno all’euro per un bel pezzo sostanzioso. A quanto pare il prezzo della focaccia a Chiavari è più o meno fisso.
Personale simpatico e cortese. Ma anche questa a Chiavari è una costante, ci farò un post-apposta.

Panificio Raffo, Via Vittorio Veneto, 45
Consigliato da un mio amico del luogo. A quanto pare piace molto ai locali, che riempiono il negozio, fanno la fila, gestita serenamente con un eliminacode.
Focaccia, pizze, pane, e tutto quanto.
Possibilità di scegliere tra focaccia morbida o un pochino più cotta. Data la grande affluenza il ricambio di teglie con focaccia appena fatta è a cicli di un quarto d’ora più o meno.
Straconsiglio di aspettare sempre l’arrivo della nuova infornata e di prendere quella calda.

Panificio Piombo, viale Enrico Millo, 63
Camminando sul viale avverti “la presenza” del panificio a dieci metri di distanza. Ci pensa il tuo naso ad avvisarti.
Panificio completo. Se ti serve, hanno anche alimentari generici.
La focaccia viene sfornata a ciclo continuo. È ottimo anche il pane. Rispetto agli altri la componente salina è più presente sulla parte superiore della focaccia. Molto saporita, quando viene consumata calda, appena fatta, si crea quella patina leggera di ottimo unto in superficie.

(continua...)


martedì, maggio 07, 2013

Nel mondo di fumetti al telefono.


Dopo diciotto puntate, è il momento di fare un po’ di ordine. Mi hanno chiesto via mail di fare una sorta di riassunto di Fumetti Al Telefono, per chi non ha seguito la cosa dall’inizio e fa fatica a capire di che cosa sto parlando.
Eccolo qua. Il riassunto, dico.
Fumetti Al Telefono è ambientato in un mondo parallelo dove, come è indicato in ogni puntata: The names were changed to protect the innocent.  I nomi sono stati cambiati per proteggere gli innocenti.
La frase completa sarebbe:
“The story you are about to see is true, the names were changed to protect the innocent” e arriva dalla sigla di Dragnet, clicca per guardarla.
A volte sono telefonate, altre volte sono mail trasformate in telefonate. Qualche volta sono dei fatti che mi sono stati riportati da testimoni diretti. Altre volte ancora, sono cose che mi sono successe live.

Il mondo editoriale di fumetto al telefono è così composto:

Ciro Cirozzi sceneggiatore, assieme ad Anselmo Pantera ha pubblicato Pioggia Facocera per quelli di Rotativa Bomba.
Ha l’aspetto di un serial killer.

Hubert Brannigan, sceneggiatore dalle belle speranze.

Saso Mombaruzzo, disegnatore.
Sta facendo i fumetti di Gli Occhi del Cuore e li posta su Facebook.
(Mi hanno detto che Mombaruzzo si è incazzato per la puntata di Fumetti Al Telefono su di lui. Mi dispiace, non ci siamo capiti, gli chiedo scusa pubblicamente.)

Aureliano Principe, sceneggiatore.
Ritratto a Lucca Comics da un disegnatore di vampiri.

Eleuterio Verazza, disegnatore.
Sta “facendo la Francia”, qualunque cosa voglia dire. E’ impegnato con delle prove, pare, per Rien ne va plus della casa editrice Jeux sont faits e dovrebbe avere Jean Paul Dumas come editor.

Felice Piergianni, disegnatore di fama internazionale.
Tra le sue varie pubblicazioni: Nordici Furiosi e Partenon Square.
Attualmente è al lavoro su Gli Adottati.

Velociraptor Edizioni, Cirillo Editore, Bubba Press.
Piccole case editrici di fumetti. Non pagano, ma ti lasciano massima libertà.

Edizioni Top Bum e Pulsar Manga, pubblicano, per l’appunto, manga.

Sbrinz, nuovo fumetto della Nutria Press, sceneggiato da Brando Scotenna.
Brando Scotenna ama lanciare la sua merda nel ventilatore.

Fantasmo, fumetto storico italiano che narra le gesta di un ladro in calzamaglia.

Milano Tropicale, uno dei fumetti che ho scritto in passato.

La Gaudio Editoriale ha cambiato nome in Editoriale Tripudio.

Jammer, Zen Bargher e DRO. Tre fumetti che non escono più, ma che sono ancora molto amati dagli appassionati. Così amati che un mio amico si chiede: e allora perchè cazzo li hanno chiusi?

Avvocati Efficienti e The Ignotus, due miniserie pubblicate da Stellina Press.

Gianni Colt Editore, già Turbo Bomba, a volte Johnny Colt Editore.
Il principale editore di fumetto in Italia.
Tra i suoi personaggi ci sono: Winchester, Vigor, Gli Adottati, Ranger, Amerigo Atlantico, Salamandro, Vegaz, Solomon Stark, Billy Blade il cavaliere spaziale.
Ci lavorano editor del calibro di Ettore Brugola o Remigio Pupazzi.
Alcuni dei personaggi della casa editrice vengono pubblicati, a colori, in allegato con il quotidiano La Pubblica.

Edizioni Branchia Rossa e Edizioni Cotica. Note case editrici specializzate in fumetti ispirati a fatti di cronaca.
Tra i loro titoli ci sono:
Minatori cileni, di Brugas e Lomazzo.
Frank Sinatra e la mafia, di Sprazzi e Anderson.
Il caso Fritzl, scritto e disegnato da Zuzzi.

Rapydo! è un fumetto inedito pubblicato in allegato dal quotidiano Il Notizione, curato da Fulvio Lucani, giornalista de Il Notizione della Staffetta appassionato di fumetti.
Per chi non lo sapesse, Il Notizione è diretto da Tonuccio De Borlotti.
Rapydo! E’ stato curato come service editoriale da Bomba Press.
Il boss della Bomba Press è tale Gibbone.

Accademio Crusca e sua sorella Laurea.
Sgrammaticato cacciatore di disegni, tavole e gagget.

Se vuoi leggere le varie vicende di Fumetti Al Telefono, basta cliccare sull'etichetta qui sotto.



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